Campo di pittura rigenerativa

5 artisti per valorizzare il Parco della Pace di Servigliano, ex Campo di Prigionia.
Ridare colore e speranza, per creare connessioni, per valorizzare il territorio e per non dimenticare.
CPG-59 era la sigla del “Campo Prigionieri di Guerra 59″: l’attuale Parco della Pace di Servigliano. Esso si trova appena fuori il paese, lungo la via per Amandola e vicino alla ex stazione ferroviaria. Fu costruito durante la Prima Guerra Mondiale per accogliere i prigionieri di guerra austro-ungarici, turchi e serbi e, a partire dall’’ottobre 1943, il campo si trasformò in un punto di raccolta per ebrei, italiani e stranieri di tutta la provincia di Ascoli Piceno. Come recita l’opuscolo della Casa della Memoria di Servigliano “il campo è luogo di sofferenza e di morte ma anche di speranze e di sogni”.
Ed è proprio questo l’obiettivo del “Campo Pittura Generativa 59″: non solo di “decorare muri” e dare colore al Parco della Pace, luogo di ritrovo e di attività ludiche e sportive, ma soprattutto di ricorrere all’arte per portare un messaggio di pace e di speranza, in quello che un tempo era un campo di prigionia e ora è un luogo in cui regnano la natura e la tranquillità. Le opere realizzate vanno quindi a far emergere una realtà locale che ha lottato per rinascere, per ridare vita al territorio, per dare nuove opportunità ai giovani e nuove prospettive di aggregazione sociale a persone di tutte le età. Spesso ci si dimentica infatti che l’arte urbana può rappresentare un prezioso strumento di relazioni e creatività, e un potente strumento narrativo: sono certa che l’opera realizzata offrirà ai cittadini una nuova occasione di scambio, di incontro e di riflessione e ai turisti e ai visitatori un motivo in più per scoprire la storia del territorio e apprezzarne l’arte e la bellezza, ma anche la forza di volontà dei suoi cittadini.